Nel cuore della Terra di Siena c’è un paesaggio perfetto, essenziale.
Lo compongono colline, calanchi, il corso sinuoso del fiume, i cipressi che coronano isolati le alture o che seguono, in ordinati filari, l’andamento delle strade.
Sui colli, borghi e monumenti isolati di straordinario fascino sorvegliano boschi di querce, oliveti, i vigneti dove si producono il Brunello e gli altri grandi vini di questa parte di Toscana.
A occidente chiude il paesaggio il Monte Amiata , il più alto vulcano spento d’Italia.
Ma l’emozione arriva prima di tutto dai colli.
Perché prima di tutto la Val d’Orcia è natura
Il fiume che le ha dato il nome è poco più di un torrentello per buona parte dell’anno, si prosciuga o quasi con la calura dell’estate, diventa con le piogge dell’autunno un fiume impetuoso che sembra voler travolgere ogni cosa.
Nasce sui colli tra Radicofani e Sarteano , scende al centro di un’ampia conca coltivata. Poi piega progressivamente a occidente, sfiora i colli di Pienza , San Quirico , Montalcino e Castiglione.
Schiva l’Amiata sprofondando in una forra selvaggia, prosegue tra le colline dell’alta Maremma . Infine si getta nell’ Ombrone.
L’acqua, naturalmente, non è solo quella dell’Orcia e dei suoi affluenti.
A Bagno Vignoni come a Bagni San Filippo , le acque termali che salgono dal cuore del vulcano tornano alla luce con prepotenza, formano concrezioni di rara bellezza, offrono benessere e salute, da millenni, a un pubblico che arriva anche da molto lontano.







